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News Letter
NORMATIVE
FIERISTICHE E PROCEDURA DI INFRAZIONE DELLA COMMISSIONE CEE (parte
terza)
A
seguito della procedura di infrazione avviata dalla Commissione
CEE nei confronti del Governo italiano il 30 aprile 2003 in merito
alla coerenza di alcune normative regionali in materia fieristica
con le direttive europee ed in relazione alla risposta che il
Ministero Affari Esteri ha dato alla Commissione stessa, nei termini
temporali richiesti, in base alle indicazioni formulate dagli
Assessorati delle Regioni coinvolte, si attende ora che da Bruxelles
venga trasmessa una replica liberatoria.
Nell’ipotesi i cui la Commissione dovesse considerare non
soddisfacenti le motivazioni fornite, il Governo italiano, onde
evitare pesanti sanzioni pecuniarie, dovrebbe invitare le Regioni
interessate a procedere ad una modifica delle normative che eventualmente
contrastino con le direttive europee, secondo le procedure che,
in forza della legge costituzionale n.3 del 18 ottobre 2001, ogni
Regione si è data per realizzare la competenza esclusiva
a normare in materia fieristica.
La riforma del titolo V della Costituzione apportata dalla legge
costituzionale n° 3 del 18 ottobre 2001 ha fissato le competenze
di Stato e Regioni in base al principio della ripartizione delle
funzioni.
In tale ambito alcune funzioni peraltro non sono suscettibili
di una valutazione frazionata e, in questo contesto, lo Stato
può certamente intervenire per disciplinare la materia,
almeno sui principi, ove le Regioni non legiferino nel rispetto
delle direttive europee
Premesso che la funzione di “tutela della concorrenza”
rientra nella competenza esclusiva dello Stato, le leggi regionali
conseguenti devono trovare nei principi generali fissati dallo
Stato la fonte cui riferirsi.
La “tutela della concorrenza” rientra nella più
ampia materia della “regolamentazione di un settore economico”
nel cui ambito si colloca il sistema fieristico, la cui rilevanza
è stata riconosciuta dalla legge quadro n° 7 dell’11
gennaio 2001 e più recentemente della Sentenza della Corte
di Giustizia CE del 15 gennaio 2002.
Pertanto, fermo restando che una funzione di indirizzo e coordinamento
non può essere disconosciuta in capo allo Stato anche per
la tutela della concorrenza in materia fieristica, ne discende
che, dinanzi all’esercizio di detta funzione, le normative
regionali in tale materia dovranno necessariamente uniformarsi
alle linee di indirizzo che promanano dallo Stato, ove le Regioni
non vi provvedano in via autonoma.
Le considerazioni
sopra enunciate sono analiticamente motivate e confermate da un
parere pro veritate del 2 ottobre 2002 che CFI ha richiesto ad
un Collegio di Docenti universitari di diritto amministrativo
dell’Università di Pisa.
A sostegno di ciò si evidenziano i seguenti punti:
a) la nuova competenza delle Regioni è da attribuire all’interesse
dello Stato a decentrare talune funzioni, piuttosto che all’interesse
proprio delle Regioni;
b) la previgente normativa delle funzioni delegate alle Regioni
a statuto speciale, e talune specifiche sentenze della Corte Costituzionale,
hanno previsto comunque la funzione di indirizzo e coordinamento
dello Stato rispetto alle autonomie normative regionali;
c) l’idea del coordinamento, intesa quale capacità
di indicare obiettivi primari ed i criteri per perseguirli, è
sicuramente compatibile con un sistema fondato sul principio dell’autonomia
e necessaria quando si vuole operare nell’ambito di una
società complessa;
d) la competenza statuale in materia di concorrenza è trasversale
a tutti i settori economici, compresa la materia fieristica, e
come tale comporta la necessità di coordinamento centrale;
e) normative di indirizzo sulla tutela della concorrenza in materia
fieristica e sulla tutela del consumatore fieristico non sono
da considerare limiti all’autonomia, ma come strumento per
salvaguardare interessi non suscettibili di apprezzamento frazionato,
e ciò con particolare riferimento alle manifestazioni fieristiche
di livello internazionale e nazionale;
f) non ultimo elemento di fatto è l’esigenza emersa
nell’ambito del Coordinamento tecnico interregionale per
le fiere di una linea uniforme nella qualificazione delle manifestazioni
fieristiche e dei Quartieri fieristici e dei criteri per la diffusione
del calendario annuale delle manifestazioni internazionali e nazionali.
NEWS LETTER CFI - 28 agosto 2003.
SVILUPPO
QUARTIERI FIERISTICI ITALIANI
Il quotidiano economico IL SOLE 24 ORE ha dato ampio risalto,
un una serie di editoriali apparsi il 15 agosto 2003, al processo
in corso di sviluppo dei quartieri fieristici italiani .
CFI rileva che i progetti di potenziamento delle strutture espositive,
sia in termini dimensionali che qualitativi, già evidenziati
nel corso del Convegno CFI del 21 giugno 2001 sul tema “
Poli fieristici: progetti e programmi di riqualificazione dei
quartieri italiani”, si stanno realizzando nei tempi annunciati
dai diversi relatori che hanno presentato i piani operativi dei
più importanti spazi fieristici.
CFI conferma che il processo di rafforzamento delle strutture
fieristiche italiane è valutato in termini positivi dagli
Enti Organizzatori associati con gli obiettivi affermati nel corso
del Convegno 2001:
offrire spazi adeguati alle esigenze di sviluppo fisiologico delle
manifestazioni fieristiche;
assicurare agli utenti del sistema fieristico una ampia serie
di servizi qualitativamente posizionati sui più elevati
standard internazionali, con particolare riguardo a quelli informatici,
in un corretto rapporto qualità-costo, tale da soddisfare
pienamente il consumatore fieristico;
consentire agli Enti Organizzatori la migliore flessibilità
nella gestione dei calendari della manifestazioni di livello internazionale,
in competizione con la concorrenza di altri eventi mondiali;
garantire all’utenza fieristica, con particolare riferimento
agli espositori, tempi di allestimento e disallestimento dei propri
stand, in linea con quelli assicurati dai più avanzati
quartieri europei.
Queste sono, giudizio di CFI, le attese degli Organizzatori e
degli utenti tutti del servizio fieristico che non possono essere
disattese da chi ha la responsabilità della gestione dei
Quartieri fieristici.
NEWS LETTER CFI - 28 agosto 2003
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